Ballata dell'usignolo e del serpente. Hunger Games

Collins Suzanne

Mondadori (2020)
22 €
 9788804722663

È la mattina della mietitura che inaugura la decima edizione degli Hunger Games. A Capitol City, il diciottenne Coriolanus Snow si sta preparando con cura: è stato chiamato a partecipare ai Giochi in qualità di mentore e sa bene che questa potrebbe essere la sua unica possibilità di accedere alla gloria. La casata degli Snow, un tempo potente, sta attraversando la sua ora più buia. Il destino del buon nome degli Snow è nelle mani di Coriolanus: l'unica, esile, possibilità di riportarlo all'antico splendore risiede nella capacità del ragazzo di essere più affascinante, più persuasivo e più astuto dei suoi avversari e di condurre così il suo tributo alla vittoria. Sulla carta, però, tutto è contro di lui: non solo gli è stato assegnato il distretto più debole, il 12, ma in sorte gli è toccata la femmina della coppia di tributi. I destini dei due giovani, a questo punto, sono intrecciati in modo indissolubile. D'ora in avanti, ogni scelta di Coriolanus influenzerà inevitabilmente i possibili successi o insuccessi della ragazza. Dentro l'arena avrà luogo un duello all'ultimo sangue, ma fuori dall'arena Coriolanus inizierà a provare qualcosa per il suo tributo e sarà costretto a scegliere tra la necessità di seguire le regole e il desiderio di sopravvivere, costi quel che costi.
@pasqualeabbracciavento
12 giugno 2020
La potente famiglia Snow è caduta in disgrazia e il suo destino sta nelle mani di Coriolanus Snow che viene chiamato nel ruolo di mentore nei decimi Hunger Games. Ma i pronostici sono contro di lui e contro la ragazza del distretto 12 che gli è stata assegnata. SPOILER. All'inizio del libro ho avuto l'intuizione che quest'ultimo narrasse le origini del villain principale della saga di Hunger Games. Un plus più che gradito insomma. Ben presto mi sono, però, reso conto che non è affatto questo. Coriolanus Snow ci viene descritto buono e gentile dalla cugina Tigris, dall'amico Seianus e da Lucy Grey. I suoi pensieri, invece, sono scritti nero su bianco: ben lontani da quelli di una persona brava e gentile. Quindi, se l'obiettivo della scrittrice era quello di descrivere la trasformazione di Snow da buono a cattivo, ha fallito miseramente. Se invece voleva creare una storia a sé (con i dovuti collegamenti alla ghiandaia imitatrice), allora avrebbe dovuto usare un altro personaggio, di certo non Snow. Inoltre, essendo un prequel, mi aspettavo dei Giochi più elementari...qui invece i mentori hanno degli smartwatch che spediscono cibo coi droni? NO! Detto questo non posso ignorare il fatto di averlo letto in una settimana; la Collins riesce a parlare del nulla cosmico in un capitolo ma nelle ultime tre righe ti spara una cannonata che ti spinge ad iniziarne un altro: ed è stato questo che mi ha fatto andare avanti. Altra lancia a favore: i Giochi. Vengono spiegate le origini e la loro evoluzione